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La Repubblica Democratica del Congo (RDC)
è uno dei Paesi più poveri del mondo,
occupando il 168° posto nella classifica degli
Stati stilata dall’UNDP (il Programma delle
Nazioni Unite per lo Sviluppo) sulla base
dell’Indice di sviluppo umano. (Secondo
l’ultimo rapporto UNDP l’indice di sviluppo
umano della RDC è pari a 0,411).
Gli sviluppi socio-politici della Repubblica
Democratica del Congo dominano e tracciano
il suo progresso economico. Dopo numerosi
conflitti, finalizzati spesso al controllo delle
ingenti quantità di risorse naturali di cui
dispone (oro, diamanti, uranio, coltan, cobalto,
rame, legno pregiato e gomma arabica),
soltanto a partire dal 2002 il paese ha
cominciato ad attraversare una fase di relativa
stabilità politica, con la firma degli accordi di
Pretoria e con l’insediamento del Governo di
unità nazionale.
L’agricoltura e i suoi prodotti (mais, miglio,
patata dolce, manioca e frutta), compresa la
silvicoltura, l’allevamento del bestiame e la
pesca, rappresentano ancora oggi il principale
settore dell’economia della RDC, impiegando il
75% della forza lavoro in attività spesso di
mera sussistenza.
La densità media della popolazione distribuita
sul territorio è bassa per la vastità della
copertura forestale. L’insediamento tipico è
quello del villaggio, ma si è registrato negli
ultimi decenni un considerevole processo di
inurbamento delle principali città,
determinando la nascita di grandi insediamenti
periferici privi dei più elementari servizi.
A ciò si aggiungano gli esodi di massa determinati dai conflitti, che hanno comportato l’abbandono delle colture presenti nei
villaggi. Ciò ha inevitabilmente causato una diffusa malnutrizione, che può pertanto essere definita una piaga endemica.
Nella Repubblica Democratica del Congo 16 milioni di persone soffrono di gravi malattie e carestie e 2 milioni di profughi
sono sparsi nella regione ed in tutto il mondo.
Il reddito medio pro-capite è di 30 centesimi di dollaro al giorno, 213 bambini su
1000 non raggiungono i 5 anni e il 16% è malnutrito.
Di seguito si riportano alcuni dati particolarmente significativi: Mortalità infantile
entro il primo anno di vita: 129 ogni mille nascite.
Mortalità infantile entro il 5°anno di vita: 205 ogni mille nati vivi.
Speranza di vita alla nascita: 44 anni
Prodotto nazionale lordo procapite: 120 dollari USA.
Crescita annua della ricchezza nazionale (PIL) nel periodo: - 5.2%
Accesso all’acqua potabile: 46% della popolazione (29% nelle aree rurali)
Accesso ai servizi igenici: 30% della popolazione (25% nella aree rurali)
Il Comune di Limete, dove verrà realizzato il forno, è uno dei Comuni (quartieri
con propria giurisdizione) in cui è suddivisa Kinshasa, capitale della Repubblica
Democratica del Congo e seconda città più grande dell’Africa.
Kinshasa è priva di servizi di trasporto ed è caratterizzata da strade sterrate
spesso inondate dalle frequenti precipitazioni. Nella capitale più di 7 milioni di
abitanti vivono la povertà e il disagio sociale di una metropoli ancora segnata
dalla guerra, priva di servizi elementari come acqua, cibo,elettricità.
Il Comune di Limete è una delle aree più densamente popolate e più povere della
città, con una superficie di 67,60 kmq in cui vivono circa 375.000 persone.
In questa zona è fortissimo il problema della disoccupazione e della scarsità di generi alimentari di prima necessità, tra cui,
in primis, il pane.
Molti ragazzi al termine delle scuole primarie si ritrovano per strada senza lavoro. Spesso le famiglie non hanno un reddito
abbastanza alto per far proseguire l’istruzione ai loro figli, così è molto frequente vedere gruppi di bambini di età eterogenea
che vagano per le strade.
Data la struttura sociale della popolazione, caratterizzata dal matriarcato, e la suddivisione in gruppi tribali, il lavoro
femminile risulta essere indispensabile ad ogni livello. Le donne, mamme e lavoratrici, devono provvedere al nutrimento
della famiglia e il genere alimentare maggiormente ricercato e paradossalmente più scarso è il pane.
La mancanza di forni, sia nell’area di Limete che in quella circostante, costringe le donne venditrici di pane a percorrere tutti
i giorni lunghi tragitti a piedi per raggiungere il panificio più vicino,
comprare pane e poi rivenderlo alla loro comunità di appartenenza; l’unico sistema di distribuzione capillare di pane
presente nella tradizione locale è infatti quello messo in atto da queste donne. Ciò le sottopone continuamente a rischi di
violenze e incidenti mortali.
IL PROGETTO
Il Progetto, attraverso l’apertura di un forno e la formazione di
panificatori locali, si propone di accrescere le possibilità di
approvvigionamento di pane per la popolazione del comune di
Limete, di elevare le competenze locali e di migliorare la condizione
lavorativa dei giovani e delle donne dell’area.
Il forno si configurerà come luogo di produzione di pane ad elevata
qualità nutrizionale laboratorio di formazione per panificatori locali
strumento per aumentare le possibilità occupazionali dei giovani e
delle donne.
Con l’apertura del forno ci si propone di raggiungere i seguenti
risultati:
Aumento delle competenze locali in materia di panificazione (numero
di giovani locali formati come panificatori);
Accrescimento della qualità di occupazione dei giovani e delle donne
(numero di giovani locali impiegati presso il forno come panificatori,
donne venditrici impiegate nella distribuzione del pane);
Aumento della quantità e della qualità di pane accessibile alla popolazione locale;
Diminuzione del grave problema di insicurezza alimentare che sta decimando la popolazione attraverso la distribuzione
gratuita di una parte di pane alle fasce più disagiate.
Il Progetto intende inoltre rafforzare i rapporti di collaborazione tra comunità umbra e comunità congolese, valorizzando le
associazioni presenti sul territorio (da quelle di volontariato, locale e internazionale, a quelle di categoria o di settore, ad
esempio l’Associazione Nazionale delle città del Pane), le istituzioni (ad esempio i comuni), le comunità urbane e i singoli
cittadini; ciò in piena coerenza con i principi della cooperazione decentrata allo sviluppo.
Attraverso attività di informazione, sensibilizzazione, comunicazione e diffusione dei risultati si intende raggiungere il
seguente risultato:
5 Aumento delle conoscenze e co-responsabilizzazione della società civile umbra rispetto alle seguenti tematiche:
-significato della cooperazione internazionale e decentrata;
-ruolo che i migranti possono giocare nei processi di sviluppo dei loro paesi di origine;
-ruolo che i migranti possono giocare nel nostro paese in qualità di mediatori culturali per una più
complessa trasmissione di conoscenze sui loro paesi d’origine;
-le problematiche della popolazione locale, il progetto del forno e le possibili strategie di intervento.
Sintesi del progetto
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